Archivio mensile per aprile, 2009

Perchè scattare in formato raw

Nelle fotocamere digitali, la scelta del formato (raw, .jpg o altro) da utilizzare nel salvataggio delle foto sulla scheda di memoria, è un parametro molto importante. Questo soprattutto se il nostro obiettivo è quello di ottenere file di qualità molto elevata da utilizzare per stampare foto di pregio.  Cerchiamo di capire come mai tra i vari formati disponibili il raw è così importante ed utile.

Introduzione

Le fotocamere permettono di salvare sulle scheda di memoria due principali tipologie di file:

- formato “grezzo”  denominato raw  (.nef per Nikon, .cr2 per Canon, etc.);
- formato RGB come .jpg o .tif ottenuti processando in macchina i file raw con i settaggi impostati e/o calcolati.

Vediamo di seguito alcuni dettagli che ci permettono di capire cosa contengono questi formati e come vengono generati.

In generale, possiamo dire che un sensore digitale (CMOS o CCD), non è capace di registrare l’informazione sul colore. E’ un supporto in grado di “accumulare” e misurare la luce che raggiunge i singoli pixel durante l’esposizione.  In sostanza è un dispositivo che vede in “bianco e nero” (vedi figura 1).

dettaglio-file-raw

Figura 1 - Dettaglio di un file raw; sono visibili i toni di grigio dei singoli pixel filtrati.

Il colore è ottenuto sovrapponendo ai singoli pixel un filtro con i colori primari rosso, verde e blu (RGB). Lo schema con cui questi colori sono organizzati sul sensore è chiamato matrice di Bayer. Nella figura 2 è possibile vedere lo schema di questa matrice di filtri colorati che viene sovrapposta al sensore.

matrice-di-bayer

Figura 2 - Matrice di Bayer

Si può notare che la metà dei pixel è verde, i restanti quarti sono blu e rosso, questo per facilitare la riproduzione di colori simili a quelli percepiti dall’occhio umano. L’immagine finale a colori, è ricostruita con sofisticati algoritmi di rendering (demosaicizzazione, interpolazione etc) partendo dalle informazioni presenti nei singoli pixel filtrati e su quelli adiacenti.

Nel formato raw, viene quindi salvata per ogni pixel, la singola tonalità di grigio (il colore del filtro è conosciuto a priori) e  per ogni scatto tutte le informazioni su come è impostata la macchina (bilanciamento del bianco, tonalità, contrasto etc.). Questi ultimi parametri sono registrati nel file raw ma non applicati. E’ quindi sempre necessario  un processo di elaborazione/sviluppo che permetterà di applicare questi parametri o di modificarli a piacimento.

Nei formati RGB (.jpg o .tif) generati in macchina la foto viene elaborata utilizzando tutte le inpostazioni della fotocamera, producendo un file finale “pronto all’uso”.  Quello che viene fuori è un file dove i parametri e le regolazioni della macchina sono già stati tutti applicati.
L’informazione sulle singole regolazioni della macchina vengono registrate (dati exif) ma in questo caso il loro scopo è solo documentale. Nessun parametro può essere più reimpostato generardo un nuovo file finale.
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