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Perchè scattare in formato raw

Nelle fotocamere digitali, la scelta del formato (raw, .jpg o altro) da utilizzare nel salvataggio delle foto sulla scheda di memoria, è un parametro molto importante. Questo soprattutto se il nostro obiettivo è quello di ottenere file di qualità molto elevata da utilizzare per stampare foto di pregio.  Cerchiamo di capire come mai tra i vari formati disponibili il raw è così importante ed utile.

Introduzione

Le fotocamere permettono di salvare sulle scheda di memoria due principali tipologie di file:

- formato “grezzo”  denominato raw  (.nef per Nikon, .cr2 per Canon, etc.);
- formato RGB come .jpg o .tif ottenuti processando in macchina i file raw con i settaggi impostati e/o calcolati.

Vediamo di seguito alcuni dettagli che ci permettono di capire cosa contengono questi formati e come vengono generati.

In generale, possiamo dire che un sensore digitale (CMOS o CCD), non è capace di registrare l’informazione sul colore. E’ un supporto in grado di “accumulare” e misurare la luce che raggiunge i singoli pixel durante l’esposizione.  In sostanza è un dispositivo che vede in “bianco e nero” (vedi figura 1).

dettaglio-file-raw

Figura 1 - Dettaglio di un file raw; sono visibili i toni di grigio dei singoli pixel filtrati.

Il colore è ottenuto sovrapponendo ai singoli pixel un filtro con i colori primari rosso, verde e blu (RGB). Lo schema con cui questi colori sono organizzati sul sensore è chiamato matrice di Bayer. Nella figura 2 è possibile vedere lo schema di questa matrice di filtri colorati che viene sovrapposta al sensore.

matrice-di-bayer

Figura 2 - Matrice di Bayer

Si può notare che la metà dei pixel è verde, i restanti quarti sono blu e rosso, questo per facilitare la riproduzione di colori simili a quelli percepiti dall’occhio umano. L’immagine finale a colori, è ricostruita con sofisticati algoritmi di rendering (demosaicizzazione, interpolazione etc) partendo dalle informazioni presenti nei singoli pixel filtrati e su quelli adiacenti.

Nel formato raw, viene quindi salvata per ogni pixel, la singola tonalità di grigio (il colore del filtro è conosciuto a priori) e  per ogni scatto tutte le informazioni su come è impostata la macchina (bilanciamento del bianco, tonalità, contrasto etc.). Questi ultimi parametri sono registrati nel file raw ma non applicati. E’ quindi sempre necessario  un processo di elaborazione/sviluppo che permetterà di applicare questi parametri o di modificarli a piacimento.

Nei formati RGB (.jpg o .tif) generati in macchina la foto viene elaborata utilizzando tutte le inpostazioni della fotocamera, producendo un file finale “pronto all’uso”.  Quello che viene fuori è un file dove i parametri e le regolazioni della macchina sono già stati tutti applicati.
L’informazione sulle singole regolazioni della macchina vengono registrate (dati exif) ma in questo caso il loro scopo è solo documentale. Nessun parametro può essere più reimpostato generardo un nuovo file finale.
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Seitz 6×17 Digital

seitz-6x17-digitalSeitz ha presentato una nuova fotocamera digitale formato panoramico 6×17cm. Unica nel suo genere, è una macchina che ricalca le leggendarie Linhof o Fuji 617 con pellicola medio formato. In questo caso, la pellicola è sostituita da un sensore (Seitz D3 prodotto da Dalsa), che scansiona il piano focale producendo foto da circa 160Megapixel (7500 x 21250pixel - 60mm x 170mm).

I punti di forza di questa macchina sono sicuramente:

- la velocità della scansione (solo 1 sec in luce diurna);
- possibilità di salvataggio di file raw a 16bit;
- minor tempo in post-produzione, rispetto a foto panoramiche create con l’unione di più fotogrammi (stitching);
- uso di obiettivi di alta qualità Schneider (90, 150 e 250mm);
- possibilità di decentrare gli obiettivi
+/- 15mm in verticale e orizzontale.

Gli aspetti che invece mi lasciano perplesso sono i seguenti:

- dimensioni e peso: circa 46×18cm per 4,5Kg senza obiettivo;
- la fotocamera necessita di essere connessa ad un pc per rivedere/scaricare le foto;
- durata massima dell’esposizione limitata a 10 secondi.
- sensore a scansione che per pose di alcuni secondi con soggetti in movimento potrebbe generare artefatti (è un’ipotesi, perchè non ho visto ancora foto di questo tipo per valutare opportunamente questo aspetto);
- le focali disponibili sono limitate (il 90mm corrisponde ad un 25mm di una reflex formato pieno (24×36mm), mentre il 250mm è “solo” un 70mm);
- prezzo sicuramente non per tutti: la sola fotocamera completa di dorso a scansione ma senza obiettivi e tablet PC costa 28 800 euro di listino.

Cosa dire per concludere? Che sicuramente mi sembra un bell’oggetto con cui divertirsi :-)

Regolazioni fotocamera per foto panoramiche

Le foto panoramiche presentate in questo sito sono tutte realizzate con la tecnica dell’unione di singoli scatti (stitching). E’ questo un metodo molto potente e flessibile, che permette lavori di grande qualità se si ha l’accortezza di seguire alcune semplici regole. La prima di tutte è l’opportuna regolazione della fotocamera in modalità completamente manuale (o quasi) durante la ripresa, al fine di limitare al minimo le differenze tra fotogrammi adiacenti e rendere quindi le “giunzioni” finali invisibili.Stuart Highway (Australia, NT)

Vi riporto qui di seguito le regolazioni impostate sulla mia fotocamera digitale (Nikon D2x) in fase di ripresa; ovviamente su macchine di diverso costruttore marca cambieranno le descrizioni delle singole regolazioni, ma non i concetti generali.

Ecco le impostazioni:

  • formato file: RAW;
  • sensibilità: 100Iso a meno di esigenze particolari.
  • lettura esposimetrica: media pesata con predominanza zona centrale o matrix (in ogni caso espongo con istogramma a destra).
  • bilanciamento del bianco: A (automatico)
  • sharpening: disattivato;
  • tonalità:zero;
  • curve precaricate: nessuna;
  • spazio colore: AdobeRGB (mode II);
  • messa a fuoco: punto singolo (scelto se necessario di scatto in scatto), e impostazione di scatto su S (singolo) cioè la macchina scatta solo se è a fuoco;
  • presollevamento dello specchio: attivato.
  • autoscatto con ritardo di 2sec;
  • riduzione del rumore sulle esposizioni lunghe: attivato;
  • riduzione del rumore su alti ISO disattivato:
  • impostazione generale in manuale: M;

Qualche considerazione aggiuntiva:

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Ottimizzazione foto per il web con photoshop

Per garantire una visione ottimale delle nostre foto sul web, bisogna prestare un minimo di attenzione a seguire delle semplici regole per salvare i file che metteremo on-line.
Come premessa bisogna considerare che i visitatori che guarderanno le nostre foto utilizzeranno piattaforme che possono differire tra di loro per molti aspetti:

- browser utilizzato: Explorer, Netscape, Firefox;
- tipologia di monitor: CRT, LCD IPS, LCD MVA etc.
- regolazioni del monitor: luminosità, contrasto, temperatura colore, calibrazione;
- hardware: PC o MAC;

E’ necessario quindi stabilire un minimo comun denominatore che permetta una buona visione a tutti.

I passi da compiere sono:
1) ridimensionamento della foto;
2) maschera di contrasto;
3) conversione dello spazio colore;
4) salva per web.

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